TIC E DISABILITÀ INTELLETTIVA

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e in particolare le risorse che fornisce Internet, sono sempre più presenti nella vita quotidiana dei cittadini. In materia d’istruzione costituiscono un eccellente mezzo per promuovere i processi d’insegnamento e d’apprendimento. Gli studenti con disabilità intellettiva, in ogni fase della formazione non possono rimanere al di fuori di esse. È quindi essenziale indagare sulle esigenze educative della comunità, e dare la priorità sui contenuti e la metodologia, per elaborare proposte didattiche adeguate che facilitino la loro partecipazione. Allo stesso modo, un’adeguata formazione degli insegnanti è un requisito fondamentale in tutto il processo.

Se gli insegnanti non sono efficienti, l’intero processo di impartire conoscenza e istruzione sarà futile. Non ci sarà alcuna aggiunta di valore nel processo di condivisione delle conoscenze. Se la tecnologia viene utilizzata in modo corretto, il processo di insegnamento può essere fatto con maggiore efficienza. Clicca qui per saperne di più.

  1. Difficoltà di accesso

L’uso dei computer e delle nuove tecnologie, da solo, non può superare tutte le difficoltà di apprendimento (e di un altro ordine: comunicazione…) delle persone con disabilità intellettiva, ma oggi quasi nessuno mette in discussione i benefici che apporta il suo sviluppo.

I limiti di una persona con disabilità intellettiva per accedere alle nuove tecnologie sono soprattutto di tipo cognitivo: problemi d’attenzione, la percezione, la memoria, la comprensione … Varie sono anche le esperienze che s’incontrano sull’uso del computer con le persone con disabilità intellettiva e in tutte si presenta come un elemento di motivazione, di partecipazione e interazione dello studente. Questo modo di presentare e accedere all’informazione aiuta a mantenere l’attenzione, ad apprendere di più e, di conseguenza, ad aumentare la loro autostima.

La motivazione per l’apprendimento, una maggiore fiducia in se stesso/a, la facilità d’uso e la ripetizione, l’interattività e l’individualizzazione della formazione, sono i principali vantaggi di utilizzare il computer con questi studenti che ha incontrato Lopez

Escribano (2005) nel suo studio su questo tema e collettivamente, sostenendo così la seconda delle due posizioni distinte che l’autrice incontra oggi e che sono le seguenti:

 

  1. Coloro che ritengono che le TIC aumenteranno la differenza tra le persone che posseggono le doti migliori e quelle che posseggono le peggiori, sempre più distinguendo quelli che hanno meno capacità cognitive.
  2. Coloro che credono che il computer contribuisce positivamente al processo di maturazione dello studente con disabilità intellettiva, che fornisce l’indipendenza nei sui apprendimenti e aiutandolo nel suo trasferimento e generalizzazione ad altri contesti.

 

 

 

Il lavoro della Fondazione Auna (2003:104) raccoglie alcuni dei maggiori problemi nell’utilizzo del computer di fronte ai quali si trovano le persone con disabilità intellettiva (meno di hardware che di software):

□      Riguarda all’accesso:

o   Problemi visivi dovuti alla loro disabilità visiva.

o   Difficoltà nel gestire il mouse causate dalla morfologia delle loro mani in particolare nel fare il doppio clic e nel spostare il cursore sullo schermo. Il tasto destro del mouse per la stragrande maggioranza è com se non ci fosse.

o   Problemi con la tastiera dato che hanno difficoltà nell’usare le due mani e lasciano il tasto premuto più del necessario.

o   Altri:

□      I termini e i concetti che utilizza il computer sono troppo astratti.

o   Non capiscono ad esempio che cosa è una cartella del computer o che in Word si può riprodurre qualcosa senza dover riscrivere tutto tramite “copia e incolla”.

o   Non capiscono la relazione di causa ed effetto che fa si che quando si fa clic su un’icona si seleziona qualcosa o se si sposta il mouse a destra sullo schermo si sposta il cursore a destra.

o   Fanno fatica a memorizzare le sequenze che sono necessarie nella gestione del computer e ad imparare a fare qualcosa di già visto in una forma alternativa.

□      In relazione con Internet:

o   Le difficoltà più frequenti sono di alfabetizzazione:

  • Trovano molto difficile scrivere correttamente gli indirizzi delle pagine web.
  • La loro mancanza di attenzione li fa lasciare spazi tra le parole, dimenticare i punti e fare errori di ortografia. Per questo, generalmente li piace il motore di ricerca Google perchè è capace di interpretarli anche se vi è qualche mancanza.

□      La conprensione:

o   Molti siti web offrono un’informazione complessa che non sanno valorizzare.

o   Non si tratta neppure facile distinguere tra ciò che è importante e cosa non lo è. In questo sono confusi. È per questo che piacciono le loro pagine web, coloro che sanno ed hanno nella loro lista dei favoriti, che di solito è estremamente piccola.

o   Non capiscono il concetto di Internet e del sito web, spesso credono che l’informazione sia all’interno del computer.

 

o   Si incontrano con la complessità del linguaggio, i menu, i motori di ricerca e la mancanza di accessibilità dei siti web.

o   I processi sono lenti e, pertanto, devono ricorrere all’uso di parole semplici, frasi concrete.

□      Un altro problema è l’hype che colpisce attualmente i siti web che a volte li obbliga a uscire e rientare in esso, in generale non può fare a meno della pubblicità.

□      Hanno spesso problemi con la navigazione in generale, a chiudere le finestre, andare avanti o indietro, ecc.

Rispondere a queste e altre limitazioni dovrebbero essere il punto di partenza per individuare le esigenze e di avviare e valutare le proposte d’insegnamento che provano a soddisfarle.

 

  1. Programmi per gli studenti con disabilità intellettiva e istruzione degli insegnanti

Il Bit Project[1], Computer Database Technology (Pérez Sánchez et al., 2002) promosso dal 1999 dalla Fondazione Auna, la Fondazione Sindrome di Down di Madrid e l’Università Carlos III e rivolto alla formazione di persone con sindrome di Down e/o con disabilità intellettiva, alle loro famiglie, ai professionisti dell’istruzione in generale e ai centri d’istruzione e agli istituti di ricerca. Tra i suoi obiettivi spiccano:

o   Facilitare alle persone con disabilità intellettiva l’accesso alle TIC, attraverso un sistema di formazione in Internet.

o   Formare i familiari delle persone con disabilità intellettiva nell’insegnamento delle TIC, attraverso alcuni materiali specifici.

o   Agevolare l’istruzione delle TIC alle famiglie delle persone con disabilità intellettiva e/o sindrome di Down, attraverso alcuni materiali specifici.

o   Rafforzare le capacità cognitive degli studenti disabili.

o   Contribuire alla formazione degli studenti su temi d’interesse generale come sono l’educazione alla salute, stradale, la tutela dei consumatori e dell’ambiente.

Alcuni dei risultati di questo progetto sono:

o   L’arca dei pensieri (Bit Project 2009). Si compone di un CD interattivo in cui gli studenti devono risolvere una serie di compiti. Secondo gli autori, gli studenti devono Imparare, capire e applicare l’apprendimento pianificato.

o   Il progetto CITI. Include un programma per lavorare sul computer o con il cellulare. Si può scaricare direttamente dal sito web http://www.fundacionorange.es/fundacionorange/proyectos/proyecto_citi.html. Prima d’iniziare si può adattare il programma alle caratteristiche degli studenti (con o senza testi, con o senza voce …) Poi, allo studente verranno indicate le azioni che si devono sviluppare, interagendo con il computer tramite la tastiera o il mouse . Il programma CITI ha un maggiore grado di complessità che l’arca di pensieri.

 

 

 

E’ anche importante notare che abbiamo il sostegno della maggior parte delle attuali linee guida per l’uso corretto del Web (de la Red) (Lorente e Martín, 2005; Ministero dell’Istruzione e della Scienza, 2004).

In conclusione, sono necessarie ulteriori indagini per ottenere ogni volta un maggiore avvicinamento alle esigenze specifiche del gruppo nelle diverse fasi della vita (non solo in un contesto scolastico) in diverse aree geografiche …; alla loro situazione attuale attraverso la consultazione degli esperti, dei propri studenti, degli insegnanti e dei genitori. Si dovrebbe anche approfondire la comprensione dei fattori che incidono direttamente sui bambini, sui giovani e sugli adulti che accedono o meno all’utilizzo della rete informatica (luoghi, tempi, impegno, interesse, problemi per la consultazione, conoscenza …).

Infine, non possiamo dimenticare che in generale emerge una mancanza di formazione degli operatori coinvolti nella riabilitazione ed integrazione sociale delle persone con disabilità (Alcantud, Rodríguez-Porrero e di Haro, 2000), per cui lo studio ha bisogno innanzitutto non solo di doversi concentrare unicamente sugli studenti, ma anche sugli insegnanti, facendo affidamento contemporaneamente sulle risorse materiali ed organizzative disponibili nelle scuole.

Referenze bibliografiche

 

ALCANTUD, F., RODRÍGUEZ-PORRERO, C. y DE HARO, E. (Coords.) (2000). Estudio sobre el impacto de las nuevas tecnologías en las personas con discapacidad. Valencia: Universidad de Valencia/CEAPAT. En http:/acceso3.uv.es/impacto.

FUNDACIÓN AUNA (2003). Las personas con discapacidad frente a las tecnologías de la información y las comunicaciones en España. Madrid: Ministerio de Trabajo y Servicios

Sociales/Fundación Auna.

LORENTE, A. y MARTÍN, J.M. (2005). Infancia, juventud e Internet: nociones básicas y principios para su buen uso. Madrid: Ministerio de Trabajo y Servicios

Sociales/Universidad Politécnica de Madrid.

MINISTERIO DE EDUCACIÓN Y CIENCIA (2004). Las TIC, un reto para nuevos aprendizaje. Madrid: Autor.

PÉREZ SÁNCHEZ, L. et AL. (2002). Proyecto BIT, tecnología y necesidades educativas especiales. Madrid: Fundación Auna.

PROYECTO BIT (2009): El arca de los pensamientos (Cd). Madrid: Fundación Orange.